U pertone a rutare (Il portone della rotara)

Fino a qualche decennio fa, con questo nome si indicava quel cortile situato nell’attuale via Giovanni Amendola tra il numero civico 61 e il numero civico 93.
A Rutare, era la persona addetta a ricevere i bambini “Proietti, trovatelli, gettatelli.” Così venivano chiamati appunto i bambini abbandonati.

Il portone della rotara visto dal cortile interno in una tela dell’artista Tommaso Maria Granieri.

La ruota, che dava il nome alla “Ruotara”, era quello strumento cilindrico ruotante sul proprio asse verticale, simile a quelle porte girevoli che oggi troviamo agli ingressi dei grandi alberghi, e funzionava a questa maniera: Il bambino abbandonato, veniva posto nello spazio del tamburo ruotante, con a volte un segno di riconoscimento (un santino, una carta da gioco o una moneta, sempre divisi a metà). Una parte dello stesso era conservata dalla madre, l’altra la si affidava al piccolo, nella speranza un giorno di poterlo riconoscere. Si legge su alcuni documenti denuncia: “La ruotara sottrae parte del denaro destinato all’acquisto del latte per gli infelici, acquietandoli con la Lattuchelle”, un infuso di foglie di lattuga che aveva proprietà calmanti, efficace per far dormire i poveri bambini affamati. Questi bambini, purtroppo avevano un destino quasi certo: la morte. Infatti, ben l’85% di loro moriva entro il primo anno di età, e quelli che sopravvivevano, se maschi venivano indirizzati sin dalla più tenera età ai lavori agricoli, principalmente quello degli orti, molto diffusi all’epoca a Lucera. Le donne, invece, in massima parte divenivano domestiche presso i palazzi dei più ricchi. Altri, più sfortunati, se maschi andavano ad accrescere le fila della delinquenza, se femmine, quelle della prostituzione.

Ho voluto ricordare questa triste pagina della storia della nostra cittadina, affinché si possa apprezzare quanto benessere abbia raggiunto la nostra società, ma anche per far sì che in molti possano riflettere adoperandosi in tal modo affinché mai più si debba tornare indietro.

      Francesco Romice

 *Il portone della rotara su Google Maps
*La ruota degli esposti in un episodio della soap brasiliana “Terra nostra”

One thought on “U pertone a rutare (Il portone della rotara)

  1. Riporto, per curiosità, un atto di nascita riguardante proprio una bambina esposta, presso la suddetta ruota, nel 1878. L’originale è presso la sezione di Lucera dell’Archivio di Stato, nel fondo dello Stato Civile:

    N° 21 ATTO DI NASCITA DELLA ESPOSTA CANDOLINI MARIA

    “L’anno milleottocentosettantotto (1878) addì quattordici (14) di Agosto ad ore pomeridiane una (13 P.M.) nella Casa Comunale, avanti di me Di Chiara avvocato Pasquale assessore facente le veci del Sindaco e dell’assessore anziano assenti, Uffiziale dello Stato Civile del Comune di Lucera, è comparsa Anna Maria Sbarile fu Giuseppe di Lucera, di anni sessantacinque, domiciliata a Lucera, pia ricevitrice dei proietti con ruota esistente in questo comune, in Via Vitagliani al numero dieci (n° 10) e mi ha dichiarato che ad ore antimeridiane cinque (5 A.M.) del suddetto giorno, mese, ed anno, è stato raccolto in detta ruota un bambino di sesso femminile, dell’apparente età di poche ore nata, avvolta in una fascia bianca, vecchia, senz’alcun segno di riconoscimento sul corpo. Alla detta bambina vien dato il nome di Maria, col cognome Candolini, e si è inscritto al numero milletrentuno (n° 1031) del registro generale dei proietti, esistente in questa segreteria comunale sotto la stessa data.
    La suddetta dichiarazione è stata fatta alla presenza di Giosuè Schettini di Napoli, di anni cinquantuno, portinaio, e di Giovanni Birago di Lucera, di anni cinquantatre, calzolaio, domiciliati in Lucera, testimoni scelti dalla stessa dichiarante.
    Letto il presente atto a tutti gl’intervenuti, viene da me solo sottoscritto, essendo gl’altri analfabeti.

    L’Uffiziale dello Stato Civile
    P. di Chiara (firma)”

    N.B.:
    L’indirizzo Via Vitagliani n° 10 era in realtà l’ingresso alla casa dove la rotara esercitava le sue funzioni, dal quale entravano anche il medico e molte volte il becchino. La ruota vera e propria, dove venivano abbandonati i bambini di notte, era collocata nel portone di Via Giovanni Amendola.

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