Tornano a Lucera alcuni tesori custoditi dalla Soprintendenza di Foggia

Ottime notizie sul fronte del patrimonio archeologico cittadino. Tramite un post su Facebook il Sindaco di Lucera, Antonio Tutolo, ha annunciato di aver incontrato il dott. Italo Maria Muntoni, responsabile per l’area Foggiana della Soprintendenza. Come risultato di questo incontro sembra abbia ottenuto che diversi reperti custoditi nei depositi foggiani possano ritornare in città. Questo non prima di un’attività di restauro finanziata dal Comune che punterà ad esporli entro Natale presso il museo civico.

Non conosciamo la lista di quali reperti siano stati richiesti nello specifico, ma il Sindaco ha espressamente fatto riferimento al famoso corredo del “guerriero longobardo”. I reperti del guerriero, ritrovati grazie agli scavi condotti all’interno della fortezza nel 2004, sono stati datati all’VIII sec. d.C. e comprendono una spatha e un coltello con foderi decorati, un anello decorato in pasta vitrea, una croce in bronzo e altri elementi.

Pare inoltre che tra i reperti sia compresa anche l’Afrodite di San Giusto ritrovata qualche tempo fa dopo un furto nei depositi dell’Università di Foggia e del valore di circa 350.000 euro.

Beni culturali, torna in Italia la statua di Afrodite trafugata dall'Ateneo di Foggia nel 2011

Foto della Venere trafugata nel 2011 e ritrovata in Germania. Foto da bari.repubblica.it

Da parte nostra non si può che plaudire alla piccola “impresa” del Sindaco, il quale dimostra ancora una volta l’attaccamento al patrimonio e alle memorie cittadine.

Ricordiamo infine che preziosissimi oggetti provenienti dalla città di Lucera e dal suo agro sono sparsi per l’Italia e persino in Europa (come il famosissimo “carrello di Lucera” conservato ad Oxford) e, grazie alla volontà politica e all’intreccio di relazioni come in questo caso, ci auguriamo un giorno tornaranno nelle collezioni cittadine per essere ammirati e studiati nel luogo da cui provengono.

Alessandro De Troia

Fotografia del ritrovamento presso la zona del Carmine Vecchio di una tomba di un guerriero del V sec. a. C. i cui resti sono custoditi presso la Soprintendenza di Taranto.
foto da “Profili della Daunia Antica, Il SubAppennino

Prime impressioni sull’apertura del museo Fiorelli

Pubblichiamo alcune impressioni, tutt’altro che entusiaste, apparse sul noto social network Facebook sulla riapertura, avvenuta dopo 10 anni, del Museo Civico “G. Fiorelli”:

Errore su un pannello riguardante la colonia saracena secondo cui Carlo I, invece che Carlo II d’Angiò, disperse i musulmani.

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Il primo Museo Civico di Capitanata

Lucera detiene il primato culturale per aver istituito il primo Museo Civico di Capitanata, inaugurato ufficialmente nel 1905. Fu sistemato, provvisoriamente, in una sala a piano terra di palazzo Mozzagrugno, dov’era la sede dei Vigili Urbani ed ora c’è la sala dei consiglieri comunali. L’antiquarium nacque grazie alla volontà di privati cittadini, in particolare del compianto avv. Girolamo Prignano (1853-1933), che vollero incrementare con le loro donazioni la piccola raccolta pubblica di antichità, visibile già verso la fine dell‘800. il noto archeologo parigino François Lenormant (1837-1883), che venne a Lucera nell’autunno del 1882, in compagnia di Felice Bernabei, direttore dei musei e scavi del Regno, attesta nel suo ultimo libro in due volumi, “A travers l’Apulie et la Lucanie” , di aver visto sia la statua di Venere, sulla quale esprime un giudizio davvero impietoso, sia la raccolta di antichità, composta essenzialmente da iscrizioni lapidarie e terrecotte, provenienti da scavi effettuati nella città o nei suoi dintorni:

 “In una delle sale del municipio si conserva una statua antica, scoperta da pochi anni, marmo dei più scadenti del periodo imperiale romano: è una copia goffa e senza interesse, del tipo tanto infinitamente riprodotto della Venere pudica. A pian terreno, in una sala dello stesso edificio, v’è la biblioteca pubblica, assai povera, la quale contiene anche una collezione di antichità incastrate nel muro, sotto il vano delle finestre, tra cui, accanto ad iscrizioni latine già note e pubblicate, ho potuto notare un certo numero di terrecotte, imitazioni dei modelli greci ancora improntati d’arcaismo…”

Il museo civico fu diretto magistralmente dall’avv. Alfonso de Troia, dal 1906 fino alla sua morte, un grande cultore di numismatica autore di vari articoli sui ritrovamenti archeologici a Lucera, nonchè di studi sulla sua monetazione, che meriterebbero di essere raccolti e pubblicati in volume.

 Nel 1934, il museo fu intitolato a Giuseppe Fiorelli (1823-1896), l’illustre archeologo napoletano di origini lucerine, e trasferito degnamente presso il palazzo De Nicastri-Cavalli, dove nel 1935, la Soprintendenza, diretta dal prof. Renato Bartoccini, e in particolare il suo assistente Giovanni Villani, ne curò l’allestimento.

La prima sede del Museo Civico, presso il municipio, negli anni ’20.

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Il Comune chiede alla Regione fondi per restaurare i beni del Museo Fiorelli

Con la delibera n. 69 del 23 Marzo la Giunta Dotoli ha approvato la richiesta di finanziamento alla Regione, a valere sui fondi PO FESR Puglia 2007/2013 per il restauro di 6 dipinti del ‘700 e ‘800, del famoso Presepe Napoletano del ‘700 e di 2 mosaici pavimentali di epoca romana custoditi nel museo Civico “G. Fiorelli” di Lucera. Inoltre l’assessore Costanza Di Sieno, promotrice del progetto, ha indicato come luogo per l’esposizione dei quadri, il primo piano del Convento SS. Salvatore, recentemente ristrutturato ma ancora non aperto al pubblico. I mosaici invece verranno collocati nel cortile interno di Palazzo De Nicastri, così come il presepe Napoletano.
Il costo dell’opera ammonterebbe a 145.169,77 € finanziati attraverso i fondi europei.

Per chi volesse approfondire, consigliamo di consultare la delibera di giunta, liberamente scaricabile.

Alessandro De Troia