Il sigillo di Aymardo, vescovo di Lucera durante gli anni della depopulatio

 Aymardo fu arciprete della chiesa di Lucera e poi nominato vescovo prima dell’ottobre 1294 e terminò il suo mandato a Lucera il 9 giugno 1302, due anni dopo la dispersione della colonia saracena e la successiva intitolazione della città in onore di Santa Maria. Di particolare interesse per lo studio della cultura materiale del periodo risultano essere i sigilli del presule lucerino custoditi in vari archivi tedeschi e reperibili grazie all’ausilio delle nuove tecnologie e all'”apertura” degli istituti di conservazione che mettono a disposizione le fotografie di centinaia di migliaia di documenti. Nello specifico il sito monasterium.net raccoglie oltre 500.000 documenti di oltre 60 istituzioni provenienti da più di 10 paesi europei. Abbiamo reperito ben 6 sigilli nonostante per altre fotografie consultate c’è la possibilità che ve ne siano altri dove purtroppo manca la descrizione a corredo del documento. La qualità delle immagini a volte non è altissima ma permette comunque di avere un riscontro dell’iconografia scelta dal vescovo. Aymardo appare nei documenti tra vescovi e arcivescovi che concedono indulgenze a chiese e monasteri della Germania dall’Italia.
I sigilli, in ovale acuto di cera rossa, mostrano nella parte superiore la Vergine coronata, a mezzo busto, col bambino in braccio; in basso compare il vescovo benedicente, con mitria e pastorale, con quattro stelle, due per lato. La legenda che corre lungo i bordi dei sigilli, di difficile lettura, potrebbe essere sciolta così: S(igillum) AYMARDI EPI(scopus) LVCERINENSIS (o LVCERIENSIS).

Continue reading

La moschea e la cattedrale

‎All’indomani della conquista di Lucera e la soppressione degli abitanti saraceni insediativi 80 anni innanzi da Federico II° nel 1223, il Sovrano di Napoli Carlo II d’Angiò dette luogo alla cancellazione di ogni vestigia edilizia di carattere orientale a cominciare dai luoghi di culto e di studio del Corano. Moschee, Madrase e tutto ciò che potesse riportare alla memoria il mondo islamico o islamizzato di Lucera. La vittima più illustre di questa operazione “dannatio memoriae” fu la Moschea maggiore posta al centro della città e sul suo sito raso al suolo, infatti, non sono emerse tracce di residui edilizi di essa. Venne eretta la nuova Cattedrale Cristiana dedicata alla Madre del Cristo, la Vergine Maria. Continue reading