Presentazione del libro “Il naso del templare”

Martedì 22 maggio, alle ore 19 presso l’Auditorium del Convitto Nazionale – via IV Novembre, 38, le associazioni culturali “Luc’era c’è!” e “Riscrivere la storia in dissesto” presentano “Il Naso del Templare” di Franco Cardini e Raffaele Licinio. Coordina l’incontro il giornalista Loris Castriota Skanderbegh.

Qual è il ruolo dello storico? Possiamo realmente rappresentarci la storia come il luogo delle certezze e dei fatti avvenuti e verificabili? Come si scandiva la vita di un cavaliere templare o quella di un mastro massaro? Come si viaggiava nel Medioevo? E, ancora, qual è l’immagine del Medioevo che emerge dai siti internet, da giornali e riviste, conferenzieri, conduttori televisivi?

Il naso del templare. Sei saggi storici su templari, corsari, viaggiatori, mastri massari e monstra medievali risponde a queste e altre domande, in un dialogo speculare e indiretto tra due storici che giocano con i paradossi e i luoghi comuni, con gli specchi falsati della contemporaneità, sempre partendo da una ricostruzione e interpretazione storica fedele ai dati documentari.

Questo libro odora del sudore di contadini e di viaggiatori, risuona delle parole dei massari e delle urla guerriere dei templari, profuma di rovine e macerie e delle fraintese parole che ne fanno i contemporanei, perché il Medioevo dura ancora oggi e evidentemente qualsiasi tipo di racconto-analisi venga scritto su quei mille anni di storia, alla fine è sempre uno specchio della nostra contemporaneità.

Gli autori:

Franco Cardini professore ordinario di Storia medievale nell’Università di Firenze e attualmente presso l’Istituto Italiano di Scienze Umane (Sum), directeur de recherches presso l’Ecole des Hautes Etudes di Parigi, è tra l’altro consulente del programma RAI–TV Educational e membro del Consiglio di amministrazione dell’Ente cinema. Uomo eclettico, è scrittore giornalista e politico.

Raffaele Licinio è professore ordinario di Storia medievale nell’Università di Bari dove ha diretto il Centro di Studi Normanno-Svevi. I suoi interessi di ricerca sul Mezzogiorno medievale si sono indirizzati principalmente sulla storia delle campa- gne, sull’incastellamento e su filoni tematici sino a qualche anno fa poco dibattuti dalla storiografia medievistica.

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