La moschea e la cattedrale

‎All’indomani della conquista di Lucera e la soppressione degli abitanti saraceni insediativi 80 anni innanzi da Federico II° nel 1223, il Sovrano di Napoli Carlo II d’Angiò dette luogo alla cancellazione di ogni vestigia edilizia di carattere orientale a cominciare dai luoghi di culto e di studio del Corano. Moschee, Madrase e tutto ciò che potesse riportare alla memoria il mondo islamico o islamizzato di Lucera. La vittima più illustre di questa operazione “dannatio memoriae” fu la Moschea maggiore posta al centro della città e sul suo sito raso al suolo, infatti, non sono emerse tracce di residui edilizi di essa. Venne eretta la nuova Cattedrale Cristiana dedicata alla Madre del Cristo, la Vergine Maria.
Come in ogni luogo di culto islamico dell’epoca, in Nord Africa come nella Spagna Moresca, presso la Moschea maggiore si ergeva un grande Minareto che chiamava alla preghiera varie volte al giorno. Per annunciare questo non era sufficiente la sola voce del Muezzin. Chi si trovava a grande distanza aveva un altro modo per essere avvertito: stendere grandi lenzuoli bianchi dall’alto del Minareto in modo che chi non poteva sentire aveva però la possibilità di vedere i teli e genuflettersi secondo i dettami del Corano. L’idea di servirsene dovette di certo suggerire agli architetti di convertire la torre Minareto presente in Lucera in torre Campanaria adeguandola esteticamente allo stile gotico provenzale già sperimentato a Napoli nella costruzione della Chiesa di San Pietro a Maiella un decennio innanzi agli eventi di Lucera. Di certo l’utilizzo del Minareto, quale elemento principale della prospettiva estetica della facciata della Chiesa, condizionò anche l’allineamento del rosone e del timpano sovrastante l’ingresso principale che ne risulta asimmetrico rispetto agli assi ed anche l’erezione di quella torretta posta all’estremità a sinistra della facciata risulta spiegabile solo con il risultato di un linguaggio figurato col quale la religione cristiana aveva cominciato a esprimersi con l’avvento delle Cattedrali Gotiche in tutta Europa all’esterno prima e poi con le decorazioni alle pareti degli interni successivamente. il Grande Campanile a destra rappresenta la supremazia della Cristianità affermata sull’Islam rappresentato da quella esile torretta.

Ricostruzione ideale della moschea sovrapposta all'attuale struttura religiosa

Francesco Elio Cetola

6 thoughts on “La moschea e la cattedrale

  1. Mi piacerebbe sapere la fonte di tali notizie, infatti continua questa enorme leggenda che la Cattedrale sia stata costruita sulle rovine della moschea.
    Sarà la mia ignoranza ma io ho trovato solo dei rimandi in merito ma nessuna fonte storica ad iniziare dallo scritto di Del Prete.
    In anni di consultazioni personali dei registri angioini dell’archivio di Napoli, in sole due lettere della cancelleraia di Carlo I si accenna ad alcune “distruzioni di alcune case per costruire la nuova chiesa”.
    Mi piacerebbe aprire un dibattito in merito naturalmente documentato.

    • C’era un bell’articolo dell’arch. Tomaiuoli che ripercorreva i documenti realtivi all’edificazione della Cattedrale. Le sue conclusioni erano che sicuramente c’era una moschea molto grande che fu abbattuta ma non si può dire se la cattedrale fu eretta sulle sue macerie oppure se furono semplicemente usati alcuni materiali in altro luogo. In definitiva lui era per la seconda ipotesi. Il riferimento bibliografico posso passartelo non appena sarò a Lucera.

      • A parte i due documenti angioini, uno del 24 agosto 1300 e l’altro del 10 gennaio 1302, non ci sono altre fonti coeve che ci spieghino cosa avvenne dopo la demolizione della moschea. Non è da escludere che la novella cattedrale possa essere stata eretta almeno su una parte dell’area occupata dalla precedente moschea. Per saperne di più, come auspicava l’arch. Tomaiuoli, si dovrebbero attivare soprattutto delle campagne di ricerche archeologiche, per “gettare definitivamente luce sulle preesistenze materiali sottese al sedime della nostra cattedrale.”

    • Come promesso, ecco il riferimento bibliografico:
      N. Tomaiuoli, Albori della Cattedrale di Lucera, in Begnitas et Humanitas – Studi in Onore di Mons. Francesco Zerrillo Vescovo di Lucera-Troia a cura di Giuseppe Trincucci, 2007

      • ho riletto con attenzione quello scritto e mi convinco ancora di più della tesi che la cattedrale non sostituì la moschea. si parla di case sequestrate ed abbattute per far posto alla chiesa maggiore, le colonne venivano dal castello.. in sintesi non ci sono prove evidenti della tesi che piace tanto… bisogna continuare ad indagare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*

Login with Facebook:
Login