I luoghi del cuore: un’occasione persa?

L’epilogo della lunga estate a sostegno della fortezza svevo-angioina non sembra sorridere alla nostra città. Proprio oggi il FAI (Fondo Ambiente Italiano) ha comunicato 11 “Luoghi del cuore” che, grazie al sostegno di Intesa San Paolo, avranno la possibilità di essere valorizzati e tutelati con progetti specifici. Tra i primi 10 monumenti che hanno ricevuto maggiori segnalazioni ne sono stati individuati ben 5, ma la fortezza di Lucera non ha avuto questa fortuna. In particolare, per quanto riguarda gli Eremi dell’Abbazia di Santa Maria di Pulsano verrà intrapreso “un progetto di valorizzazione del sito che prevede la riqualificazione e la fruibilità pedonale di un percorso verde a lato del vallone che conduce in prossimità dell’Eremo di S. Nicola, uno dei 24 Eremi già censiti nell’ambito del progetto, caratterizzato all’interno da resti di affreschi murali tra cui un’Annunciazione della Vergine, una Crocifissione con religioso oranti, un monaco e un abate inginocchiati in adorazione”. Inoltre, segnaliamo come “tutti gli Enti territoriali si sono attivati per intervenire a favore degli Eremi, in particolar modo la Provincia di Foggia e la Regione Puglia”.

Gli undici luoghi che riceveranno attenzione dalla Fondazione FAI

Ovviamente non si nasconde l’entusiasmo nel vedere due beni della nostra Regione (oltre agli Eremi ci sono anche i Giardini di Piazza 4 Novembre a Bari) attenzionati dalla Fondazione, ma allo stesso tempo rimane la delusione per un’altra occasione persa nonostante tutti gli sforzi della cittadinanza, giovane e meno giovane. Ricordiamo che il comitato “Luc eri: l’antica bellezza si ridesti per salvare il castello di Lucera” raccolse firme anche durante le serate del 15 e 16 Agosto nella speranza di vedere la fortezza al primo posto, ottenendo comunque un lodevole quarto piazzamento a livello nazionale con circa 16.000 segnalazioni. Probabilmente un interesse politico e istituzionale avrebbe permesso alla nostra fortezza di ricevere le dovute attenzioni soprattutto alle situazioni di emergenza come il pendìo in dissesto e i continui incendi estivi. Per non parlare, poi, della tutela e della valorizzazione del monumento, finito nel ciclone delle polemiche dopo l’approvazione della prima fase del progetto “Terra e Torri del Puer Apuliae” (il quale prevedeva l’installazione di strutture in acciaio e legno sopra le fondazioni dei casoni angioini n.d.a.) che, fortunatamente, ha subito uno stop che permetterà di ultimare solo le indagini archeologiche preliminari. Confidiamo ancora una volta nell’interesse delle istituzioni – a partire dalla Soprintendenza – affinchè una buona volta si attivino seriamente e concretamente salvando quello che per i lucerini è sicuramente il “luogo del cuore” per eccellenza.

Alessandro De Troia

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