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“L’Elmo di Lucera” – Analisi, ricostruzione e storia del reperto in onore di Antonio Maffulli

In una terra in cui si lotta quotidianamente per la tutela del patrimonio storico, archeologico e paesaggistico non ci si può esimere dal valorizzare anche il patrimonio umano mettendo in risalto quelle storie da cui tutti dovremmo prendere esempio. Sabato 5 Agosto, alle ore 19:30, presso la Sala Convegni della Biblioteca Comunale “R. Bonghi”, si terrà l’incontro “L’Elmo di Lucera – Analisi, ricostruzione e storia del reperto in onore di Antonio Maffulli” dedicato alla figura di Antonio Maffulli che, alla fine degli anni ‘80 durante la direzione dei lavori di sterro di una delle torri perimetrali della Fortezza di Lucera, trovò un elmo, lo restaurò a sue spese e lo donò al Museo Civico della città di Lucera. Il prezioso manufatto è uno dei pochissimi esempi di elmi medievali presenti in Europa ed è stato oggetto nel 2012 della Tesi di Laurea in Archeologia del Dott. Michele Giardino che presenterà le sue ricerche volte a dare una prima datazione dell’elmo. Il Dott. Andrea Fratta di Archeologica srl, mostrerà la sua ricostruzione 3D realizzata nel 2013. A seguire l’intervento di Alessandro Strinati, responsabile operativo dell’Associazione storico-culturale “Imperiales Friderici II”, che illustrerà la ricostruzione materiale dell’elmo indossato da un cavaliere equipaggiato allo stesso modo di un miles del XIII secolo. Introdurranno la serata l’Arch. Nunzio Tomaiuoli e l’Ing. Aldo Apollo.

“L’Elmo di Lucera” – Analisi, ricostruzione e storia del reperto in onore di Antonio Maffulli
Sabato 5 Agosto 2017 – ore 19:30 – Sala convegni Biblioteca Comunale “R.Bonghi”

Previsti gli interventi di:

  • Arch. Nunzio Tomaiuoli
  • Ing. Aldo Apollo
  • Dott. Michele Giardino (Ass.ne Imperiales Friderici II)
  • Dott. Andrea Fratta (Archeologica srl)
  • Alessandro Strinati (Ass.ne Imperiales Friderici II)

Per informazioni
Alessandro De Troia
tel. 3923291977
[email protected]

“L’Elmo di Lucera” – Analisi, ricostruzione e storia del reperto in onore di Antonio Maffulli

3 Comments

  • Anonimo

    ..ognuno la racconta come vuole, ma è un fatto che quell’elmo angioino, sepolto ina torre in restauro, è stato rinvenuto dall’operaio addetto, che lo ha sapientemente recuperato, dopo che gli era stata inflitta una picconata, e lo recuperato e poi consegnato a Antonio Maffulli, che provvedeva a consegnarlo ai competenti organismi di recupero archeologico per il restauro,a detta del Maffulli, a spese del medesimo.

    • GuglielmoDeParisio

      Certo, colui che lo ritrovò lo consegnò al sig. Maffulli che a sue spese lo restaurò e donò al museo. Sicuramente va dato merito anche allo scopritore materiale, ma, come scritto nel comunicato, va dato atto anche a chi spese dei soldi per il restauro. Non crede?

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