Che storia! Una storia da riscrivere!

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato diramato dal Comitato “Riscrivere la storia in dissesto, il castello di Lucera”: 

Il ripristino dello status quo ante nell’area sottoposta a indagine archeologica è giunto alle battute finali. Dopo aver scongiurato il progetto di matrice “serpentiana” che avrebbe potuto erigere ambigue strutture in un’area archeologica, gli ultimi rilevamenti fotografici palesano una situazione, nell’area dei cosiddetti “casoni angioini”, sostanzialmente identica a quella precedente all’inizio della campagna di scavo.

Le fotografie del 17 dicembre 2011 evidenziano un re-interramento completato in entrambi i casoni interessati dallo scavo. Nei giorni scorsi ci eravamo soffermati sulle strutture emerse nell’area di quello che “volgarmente” abbiamo chiamato “casone 2”. Al contrario di quanto ipotizzato, l’indagine archeologica non è assolutamente da sottovalutare. Infatti, sono emerse costruzioni ipoteticamente di epoca romana o tardo antica.  Impossibile è stabilire da una fotografia la natura e la periodizzazione delle strutture emerse. Tuttavia, anche al fine di evitare tesi scorrette, cercheremo al più presto e attraverso tutti i mezzi che abbiamo a disposizione, di conoscere gli atti che descrivono la campagna di indagine archeologica iniziata nel settembre 2011 dalla soprintendenza della regione Puglia. Anche perchè questi “scavi” sono costati alla soprintendenza, quindi alle tasche dei contribuenti, oltre 163000 euro.

L’indagine archeologica preliminare era solo il primo gradino di quella scala che sarebbe voluta salire fino al progetto “terre e torri del puer apuliae” passando per l’edificazione dei casoni angioini.

Le strutture emerse durante lo scavo, sotto il piano di calpestìo dei casoni

L’abrogazione dell’intero progetto terre e torri è stato l’obiettivo centrale della nostra raccolta firme. Ebbene, noi firmatari di quella petizione, a una distanza temporale che supera i 60 giorni imposti dall’art 44 del regolamento comunale, non abbiamo ancora ricevuto risposte in merito all’oggetto della raccolta firme. La petizione è stata protocollata in data 11 ottobre 2011. Con quella istanza, oltre all’abbandono delle linee-guida di terre e torri per la valorizzazione del monumento simbolo di Lucera, avevamo chiesto semplicemente un po’ di attenzione in più, da parte di chi, precedentemente, si era dimostrato abulico nei confronti delle bellezze di questa città. Nel frattempo, da quel 4 settembre in cui, pubblicamente, in piazza Duomo abbiamo esposto le criticità che sfigurano la fortezza svevo-angioina nulla è cambiato. Il pendio è sempre a rischio frana, i pini  continuano a crescere sulla cinta muraria, i bagni chimici, i cani, l’illuminazione sono solo parte delle condizioni vergognose del castello. Lo erano allora. Lo sono adesso.

L’oggetto della contesa dell’edificazione dei casoni erano i mosaici di San Giusto…e pensare che in altre città farebbero a gara per averli. Degli ipotetici turisti pagherebbero per visionarli.

Invece noi, a Lucera, ci permettiamo persino di tenerli a deposito: anche in condizioni di sicurezza precarie! Ad oggi 17 dicembre 2011 siamo ancora privi di una ubicazione possibile per gli splendidi mosaici policromi della chiesa A di San Giusto.

Da quell’interessante movimento d’opinione nato la scorsa estate sembra essere sbocciata la voglia di conoscere a fondo le bellezza della nostra città.

Con la conoscenza cercheremo nei prossimi giorni di far venire al pettine tutti i nodi di questa storia, perché crediamo che ora sia davvero arrivato il momento di riscriverla.

La situazione al 17 Dicembre 2011

Il Comitato “Riscrivere la storia in dissesto, il castello di Lucera”

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