Una poesia di metà del Settecento dalla cattedrale

Altra piccola perla sempre dalla pagina Facebook “Foto di Lucera com’era una volta” dopo il sonetto del 1745. Questa volta tra i commenti è spuntata un’ulteriore poesia questa volta proveniente dalla cattedrale, pubblicata e trascritta da Francesco Antonio Romice, che ringraziamo per averci concesso di pubblicarla sul blog, e che è datata dallo stesso alla seconda metà del Settecento.

Alessandro De Troia

La poesia settecentesca pubblicata da Francesco Antonio Romice

Di seguito il testo:

In manto umile il spirto hai di colomba,
voce di tuon ch’al ciel ne chiama, e tira,
onde pria pe’ l’orecchio alto s’aggira,
poi soave ne’ cuori echo rimbomba.
Angel rassembri, che con aurea tromba
venga i morti à destar nel dì de l’ira,
poicchè poer te risorge, e vive, e spira,
anima estinta e chiusa in cieca tomba.
E tromba sei, che il fier satan disfidi,
e ai rei tutti di quel mostro amanti
spada, che li trafiggi, e che l’ancidi.
Tu colla forza de’ tuoi detti Santi,
Per il dritto sentier deriggi, e guidi,
e dall’alma il peccato abbatti e spianti.

Un sonetto lucerino del 1745 dall’archivio di Stato

Oggi pubblichiamo qualcosa di insolito. Nella pagina “Foto di Lucera com’era una volta” è spuntata una fotografia di un manoscritto del 1745 in cui appare un bellissimo sonetto di Raffaello Tronci, scrivano del catasto. Pare che questo manoscritto provenga dall’Archivio di Stato. Lo scopritore nonché colui che l’ha pubblicato sul gruppo è Marcoantonio Carbone, che ringraziamo per averci permesso di pubblicarlo anche qui, sul nostro blog.

Alessandro De Troia

Il sonetto pubblicato da Marcoantonio Carbone

Città di Lucera a Santa Maria Patrona

Quella Lucera Io son, che hò per vanto
nasce Fida Vassalla di maria;
a quella io dico,a cui la Gerarchia
la gloria intessa un aureato ammanto
a colei, che col suo dogma Santo
a Pluton abbattè la bizzaria,
e dal Figlio Gesù con leggiadria
il riscatto per me ottenne in tanto;
Orsù dunque à così; Così Io s'ingrata
alla madre d'un Dio esser dovrei
che da Barbari Can m' hà liberata ?
mò s'erga al Suo merto alti Trofei,
e con inni, e Con canti a tal giurnata
gridan viva maria la madre Dei
domiti attento
se pure non dici il vero,
fatta ah che portento !

Raffaello Tronci , scrivano del catasto

La cripta della chiesa San Francesco. Le foto dai restauri

Negli anni dei restauri della chiesa di San Francesco (siamo alla fine degli anni Settanta del Novecento), tra le altre cose si rifece il pavimento dell’intera struttura e voci raccontavano che ci fu anche una piccola ispezione agli ambienti della cripta che insiste sotto il piano di calpestio.
Girando per Lucera in cerca di notizie, siamo venuti a conoscenza di fotografie che documentano tale cripta e, tra una chiacchierata e l’altra, Francesco Zaccaria ci ha confidato che era in possesso delle immagini in quanto ebbe accesso personalmente agli ambienti sotterranei durante i lavori svolti con l’allora Gruppo Archeologico Dauno, sezione di Lucera.

Di seguito pubblichiamo una piccola intervista fattagli pochi giorni fa che ci permetterà di aggiungere elementi alle fotografie da lui generosamente donateci.

A: Ciao Francesco, innanzitutto grazie mille per la segnalazione delle foto e per la cortesia dell’invito. La prima domanda che vogliamo porti è: cosa ci facevi lì e con chi eri?

F: Con un piccolo gruppo di amici intorno alla fine degli anni Settanta, decidemmo che la nostra passione per la storia e l’archeologia poteva divenire “ufficiale” e formammo la sezione lucerina dei Gruppi Archeologici d’Italia (GAI) denominandolo Gruppo Archeologico Dauno. Tra gli altri membri oltre me spiccavano Fernando Forte e Tonino Russo. Il tutto sotto la guida preziosa e competente del prof. Giampaolo Pennacchioni.

Il nostro orgoglio fu quello di segnalare in contrada Ripatetta, a pochi chilometri da Lucera, un villaggio preistorico studiato in seguito dall’equipe del Prof. Carlo Tozzi dell’Università di Pisa, che passò molti mesi a Lucera riportando studi e reperti.
Quando venimmo a sapere dei lavori nella chiesa di San Francesco, chiedemmo ai responsabili del cantiere l’autorizzazione per poter accedere alla cripta per farci un’idea di cosa ci fosse sotto la struttura. Fortunatamente potemmo accedere e vedemmo con i nostri occhi gli ambienti.

A: Sarà stata un’emozione incredibile. Da dove entraste per accedere alla cripta?

F: Accedemmo alla cripta da un’apertura, guardando l’altare, sulla sinistra, distante qualche metro dall’entrata. Portammo una scala, collegammo una torcia ad un lungo filo e scendemmo giù negli ambienti.

A: Parlaci un po’ degli ambienti della cripta. Le condizioni, gli oggetti e le dimensioni.

F: L’ambiente era alto circa 2 metri e mezzo, forse 3 (probabilmente l’altezza effettiva poteva essere superiore vista la grande quantità di detriti accumulati nel tempo), largo e lungo poco più di 3 metri. Dalla zona di entrata si dipanavano tre altri ambienti di cui 2 chiusi da una parete di mattoncini, mentre un terzo si presentava più in basso rispetto agli altri ed è per questo motivo che supponemmo che il piano della cripta fosse sotto cumuli di detriti.

Incautamente decidemmo di introdurci all’interno di uno dei tre ambienti strisciando verso l’apertura. Dopo alcuni metri vedemmo affiorare dai detriti moltissime ossa e un’altra arcata che probabilmente portava in un ulteriore ambiente. Decidemmo però di terminare l’indagine in quanto i pericoli di eventuali crolli o dissesti iniziavano a crescere.

A: E dopo questa “scoperta” cosa accadde? Quali furono le vostre aspettative?

F: Chiedemmo se quegli ambienti sarebbero mai stati indagati in maniera strutturata e seria ma ci dissero che si ritenne di non procedere dati gli alti costi che questo avrebbe comportato.

A: Ti ringrazio molto per il tempo che ci hai concesso.

F: È stato un piacere.

Vi lasciamo alle fotografie che Francesco ci ha gentilmente concesso di pubblicare con qualche considerazione finale.

La conoscenza e lo studio sia della topografia che delle strutture monumentali di Lucera, da anni necessita di un qualcosa che sia sistematico. Troppo spesso abbiamo letto studi che non hanno una continuità né tanto meno è mai stato attuato un piano di valorizzazione della Lucera sotterranea ancora presente nel centro storico e non solo: pensiamo ad esempio anche alla cripta di San Leonardo o di San Domenico. Alcune leggende vogliono che nella seconda siano presenti persino delle mummie, per non parlare poi della Cattedrale. Quando avevo 16 anni vidi con i miei occhi, dall’accesso alla cripta, più o meno lo stesso spettacolo che si presentò davanti a Francesco Zaccaria. Quali tesori custodiscono quegli ambienti? E quante storie si potrebbero riscrivere analizzando e studiando le strutture? È davvero solo una questione economica e di fondi? Siamo consapevoli che effettuare uno studio e uno sterro di ambienti così complessi possa essere oneroso, ma l’esempio della chiesa del Carmine, in cui la cripta è stata riportata alla luce, dimostra che volere è potere. E in questo caso potremmo, tutti, come cittadinanza, volerlo. In primis per la conoscenza e la memoria storica della città, ma anche in ottica di rivivere e riscoprire una parte di noi lucerini che aspetta solo di essere svelata.

Alessandro De Troia

“L’Elmo di Lucera” – Analisi, ricostruzione e storia del reperto in onore di Antonio Maffulli

In una terra in cui si lotta quotidianamente per la tutela del patrimonio storico, archeologico e paesaggistico non ci si può esimere dal valorizzare anche il patrimonio umano mettendo in risalto quelle storie da cui tutti dovremmo prendere esempio. Sabato 5 Agosto, alle ore 19:30, presso la Sala Convegni della Biblioteca Comunale “R. Bonghi”, si terrà l’incontro “L’Elmo di Lucera – Analisi, ricostruzione e storia del reperto in onore di Antonio Maffulli” dedicato alla figura di Antonio Maffulli che, alla fine degli anni ‘80 durante la direzione dei lavori di sterro di una delle torri perimetrali della Fortezza di Lucera, trovò un elmo, lo restaurò a sue spese e lo donò al Museo Civico della città di Lucera. Il prezioso manufatto è uno dei pochissimi esempi di elmi medievali presenti in Europa ed è stato oggetto nel 2012 della Tesi di Laurea in Archeologia del Dott. Michele Giardino che presenterà le sue ricerche volte a dare una prima datazione dell’elmo. Il Dott. Andrea Fratta di Archeologica srl, mostrerà la sua ricostruzione 3D realizzata nel 2013. A seguire l’intervento di Alessandro Strinati, responsabile operativo dell’Associazione storico-culturale “Imperiales Friderici II”, che illustrerà la ricostruzione materiale dell’elmo indossato da un cavaliere equipaggiato allo stesso modo di un miles del XIII secolo. Introdurranno la serata l’Arch. Nunzio Tomaiuoli e l’Ing. Aldo Apollo.

“L’Elmo di Lucera” – Analisi, ricostruzione e storia del reperto in onore di Antonio Maffulli
Sabato 5 Agosto 2017 – ore 19:30 – Sala convegni Biblioteca Comunale “R.Bonghi”

Previsti gli interventi di:

  • Arch. Nunzio Tomaiuoli
  • Ing. Aldo Apollo
  • Dott. Michele Giardino (Ass.ne Imperiales Friderici II)
  • Dott. Andrea Fratta (Archeologica srl)
  • Alessandro Strinati (Ass.ne Imperiales Friderici II)

Per informazioni
Alessandro De Troia
tel. 3923291977
[email protected]

“L’Elmo di Lucera” – Analisi, ricostruzione e storia del reperto in onore di Antonio Maffulli

Il documentario “Cristiani e musulmani nella Capitanata”

clemens

Il prof. Clemens all’interno della fortezza di Lucera

Poche settimane fa sul sito della fondazione L.I.S.A. Gerda Henkel Stiftung è stato pubblicato il documentario “Cristiani e musulmani nella Capitanata” con la direzione scientifica del Prof. Lukas Clemens e del Prof. Michael Matheus che recentemente hanno effettuato scavi presso il sito di Tertiveri (a circa 15 km da Lucera). La serie, strutturata attualmente (la versione inglese ne comprende una in più) in 6 episodi da circa 10 minuti l’una, analizza i rapporti tra cristiani e musulmani in Capitanata durante il XIII secolo oltre ad illustrare i risultati degli scavi presso l’abitato abbandonato di Tertiveri. Le ricerche dei due professori fanno parte di un progetto molto ampio dell’Istituto storico Germanico di Roma (vedi link) tra i cui collaboratori c’è anche l’Università di Foggia. Buona visione.

DOCUMENTARIO “CRISTIANI E MUSULMANI NELLA CAPITANATA”
PUNTATA 1 – Lo svevo ed i musulmani
PUNTATA 2 – I vescovi della Capitanata
PUNTATA 3 – Lo scavo a Tertiveri
PUNTATA 4 – La cripta del vescovo e la tomba del musulmano
PUNTATA 5 – Il pezzo chiave – il pastorale
PUNTATA 6 – La fine dei Musulmani
PUNTATA 7 – The General Interview with Prof Dr Lukas Clemens (in inglese)

Alessandro De Troia

matheus

Il prof. Matheus con la torre di Tertiveri sullo sfondo

Direzione scientifica del progetto
Prof. Dr. Lukas Clemens (Universität Trier)
Prof. Dr. Michael Matheus (Universität Mainz) Continue reading