La cattedrale di Lucera tra virtuale e leggende

La basilica cattedrale di Lucera, consacrata agli inizi del 1300, è stata oggetto recentemente di una ricostruzione virtuale ed è possibile visualizzarla grazie al software Google Earth (o dal plugin di Google Maps direttamente nel browser). Stessa sorte è toccata alla Porta di Troia e si spera che presto si possa vedere l’intera città ricostruita per permettere anche a chi fosse lontano di saggiare, seppur virtualmente, la bellezza di Lucera.

La cattedrale ricostruita virtualmente per Google Earth

Le leggende che si susseguono sul monumento sono molteplici, in particolare la più famosa è quella che sarebbe sorta sui resti della moschea della Luceria Saracenorum (il blog se ne è occupato con un piccolo contributo tempo fa). Questa volta vogliamo portare uno spunto di riflessione su ciò che “non si vede” ma che si percepisce della magnifica chiesa intitolata a Santa Maria. Ci stiamo riferendo alla cripta, abbandonata e chiusa secoli fa e ricoperta di terra. I motivi di questa scelta non sono per nulla chiari e soprattutto racconti popolari parlano di cunicoli, altari e resti umani affioranti. Inoltre recenti lavori che hanno interessato la sagrestia hanno portato alla luce delle sepolture ed un tratto di strada romana. Che sia arrivato finalmente il momento di ridare luce anche a questo angolo di storia così importante per la nostra città? Ovviamente con le massime cautele del caso, perchè se ci fosse qualcosa di prezioso o inestimabile sarebbe compito di tecnici e specialisti poterli donare alla città.

La misteriosa entrata della cripta di Lucera. Cosa contiene?

Alessandro De Troia

Resoconto della campagna di Scavi alla fortezza da parte del dott. Muntoni

Sul sito della Direzione Generale alle Antichità è apparsa la scheda anticipata dal dott. Muntoni al convegno romano presso l’Istituto Storico Germanico. Queste preliminari informazioni ci permettono di avere comunque un’idea sui ritrovamenti e sulle ipotesi che saranno alla base della pubblicazione che si spera vedrà la luce in tempi brevissimi.

Una delle fotografie della scheda

Tra le cose interessanti balza subito all’occhio la scoperta di diverse sepolture con corredo che pare siano del periodo Tardoantico, tra cui anche i resti di un individuo infantile. Inoltre sono stati indagati sia il livello angioino, con la messa in sicurezza dei resti dei cd. Casoni Angioini, fino ad arrivare al periodo Tardoantico. La domanda che poniamo è: ma il periodo svevo? In quell’area è mai possibile che non ci sia stata qualche pertinenza del palatium di Federico II? Sarebbe interessante indagare in tal senso.

Ma ora vi lasciamo alla lettura della scheda con i primi dati forniti dalla Soprintendenza.

SCHEDA : http://www.archeologia.beniculturali.it/index.php?it/142/scavi/scaviarcheologici_4e048966cfa3a/190

Infine vorremmo fare un’ultima riflessione: non sarebbe auspicabile, prima di ciascun progetto fantasmagorico nei luoghi chiave della storia di Lucera – stiamo pensando all’anfiteatro, ai cappuccini – effettuare indagini archeologiche? E spingiamoci oltre. Visto che tutto l’agro di Lucera, da Monte Albano fino alla Contrada il Seggio – e non solo – probabilmente custodiscono ancora tesori inestimabili, non sarebbe il caso di indagare, prima di costruire sui luoghi che potrebbero risollevare un’intera città?

Alessandro De Troia