Ancora cantieri aperti alla fortezza

I cantieri dell’indagine archeologica preliminare al progetto “Terra e Torri del Puer Apuliae” sono ancora in loco. L’abbiamo verificato questa mattina durante una passeggiata presso la fortezza di Lucera. Le indiscrezioni secondo cui il dott. Muntoni della soprintendenza aveva dichiarato che gli archeologi si sarebbero dovuti fermare durante gli ultimi giorni di Giugno sembrano quindi infondate, anche se a oggi sono passati solo pochi giorni dalla data indicata dal funzionario.

Resta il fatto che la fortezza ha regalato ulteriori reperti alla città e che i cittadini continuano a vigilare sull’uso che ne verrà fatto in futuro.

Alessandro De Troia

Che storia! Una storia da riscrivere!

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato diramato dal Comitato “Riscrivere la storia in dissesto, il castello di Lucera”: 

Il ripristino dello status quo ante nell’area sottoposta a indagine archeologica è giunto alle battute finali. Dopo aver scongiurato il progetto di matrice “serpentiana” che avrebbe potuto erigere ambigue strutture in un’area archeologica, gli ultimi rilevamenti fotografici palesano una situazione, nell’area dei cosiddetti “casoni angioini”, sostanzialmente identica a quella precedente all’inizio della campagna di scavo.

Le fotografie del 17 dicembre 2011 evidenziano un re-interramento completato in entrambi i casoni interessati dallo scavo. Nei giorni scorsi ci eravamo soffermati sulle strutture emerse nell’area di quello che “volgarmente” abbiamo chiamato “casone 2”. Al contrario di quanto ipotizzato, l’indagine archeologica non è assolutamente da sottovalutare. Infatti, sono emerse costruzioni ipoteticamente di epoca romana o tardo antica.  Impossibile è stabilire da una fotografia la natura e la periodizzazione delle strutture emerse. Tuttavia, anche al fine di evitare tesi scorrette, cercheremo al più presto e attraverso tutti i mezzi che abbiamo a disposizione, di conoscere gli atti che descrivono la campagna di indagine archeologica iniziata nel settembre 2011 dalla soprintendenza della regione Puglia. Anche perchè questi “scavi” sono costati alla soprintendenza, quindi alle tasche dei contribuenti, oltre 163000 euro. Continue reading