Santajusta di Alfredo Pitta

Quello che vi proponiamo oggi è uno dei romanzi storici più ricercati tra i lucerini nonchè lo scritto che ha ripreso la leggenda intorno alla famosa quercia (ormai andata distrutta) di Santajusta. Secondo le voci popolari l’imperatore Federico II di Svevia era solito riposarsi sotto le sue fronde. Sicuramente questo romanzo non può mancare nella libreria di un lucerino che si rispetti.

Santajusta di Alfredo  Pitta

santajusta

La storia è ambientata nel periodo direttamente successivo alla famosa Battaglia di Benevento del 1266 dove Manfredi, figlio dell’Imperatore Federico II, perse la vita contro il Re di Sicilia Carlo I d’Angiò, durante l’assedio che portò poi alla sottomissione della colonia saracena.

Protagonista è Federigo da Montecorvino (Drigo per la sua combriccola), una sorta di Robin Hood nostrano spodestato di ogni suo avere e costretto a vivere nei boschi intorno alla città.  Le vicende narrate girano intorno alla storia d’amore che nasce tra Drigo e Yseult de Toul, una giovane donzella data in sposa ad un francese fino alla risoluzione dell’assedio che vedrà lo stesso Carlo decidere le sorti della colonia.

Leopardi, saraceni, fanti e cavalieri vi accompagneranno in questo meraviglioso viaggio indietro nel tempo in quella che fu la Civitas sarracenorum Lucerie. Buona lettura.

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In cenere i resti della Quercia di Santajusta

Tutte le proposte per destinare i resti della monumentale Quercia di Santajusta ad una più degna e decorosa sistemazione sono letteralmente andate in fumo. Ieri sera sul posto si era recata Patrizia Di Battista (che ringraziamo, insieme all’Associazione Luc’era c’è per averci fornito il materiale fotografico nda) per documentare lo stato di abbandono delle spoglie ormai rinsecchite dell’albero, ma lo spettacolo che si è trovata di fronte era a dir poco agghiacciante. Ciò che restava della pianta millenaria non era altro che un cumulo di legna bruciacchiata e di ceneri fumanti in seguito ad un rogo presumibilmente appiccato dalla mano di qualche balordo ignorante, che non sapeva come ammazzare il tempo, o peggio, un atto doloso di qualcuno che voleva lanciare un chiaro messaggio alla città!

Oggi dovremmo seriamente interrogarci sulla tutela e la memoria del nostro patrimonio storico ed ambientale, e di come non vengano minimamente utilizzate misure preventive quando di mezzo non ci sono quattrini o poltrone da spartire. A Lucera si fa sempre un gran parlare ed ognuno dice la sua su tutto, come è accaduto anche sulla quercia, ma poi sistematicamente alle parole non seguono mai i fatti. Avrebbe detto la regista Lina Wertmuller: “perchè qua si chiacchiera tanto…si chiacchiera…si chiacchiera…ecco qua!” (dal film “I basilischi”).

AGGIORNAMENTO: Altre foto ed un video sul sito Adessoilsud.it

Alessandro De Troia
Walter V.M. di Pierro