I documenti relativi al cantiere della fortezza Angioina

Chiunque voglia iniziare a studiare le vicissitudini della città di Lucera non può fare altro che partire dalla lunga serie di documenti coevi ai periodi che ha intenzione di vagliare. In questo caso ci riferiamo al periodo angioino e alla fortezza fatta erigere da Carlo I e ai documenti della Cancelleria (andati purtroppo distrutti nel settembre 1943 dai nazisti) trascritti dal tedesco Eduard Sthamer nel suo Dokumente zur Geschichte der Kastellbauten Kaiser Friedrichs II. und Karls I. von Anjou.

La prima pagina dei documenti relativi alla fortezza di Lucera

La prima pagina dei documenti relativi alla fortezza di Lucera

Parliamo di circa 400 testimonianze che vanno dall’andamento dei cantieri alle spese per l’acquisto dei materiali nonchè l’inventario delle strutture presenti all’interno della cinta muraria. I documenti sono purtroppo in lingua mediolatina e saranno di difficile comprensione per i non addetti ai lavori., ma non preoccupatevi: il buon Arthur Haseloff in Architettura sveva nell’Italia meridionale (acquistabile QUI) nella sezione dedicata alla città di Lucera ha ampiamente trattato di questi documenti formulando tesi e ipotesi.

Scarica il documento (PDF)

 

Lucera protagonista in un convegno internazionale dal 16 al 18 Maggio

Lucera, città di storia; Lucera, città d’arte; Lucera, caposaldo della Daunia antica, roccaforte del mondo romano, emblema della forza dirompente di Federico II e della cristianità angioina.

Lucera, legata alla storia di Roma, sembra esserne la gemella, quasi una sua città doppia: nella loro fondazione, sono state entrambe “partorite” dal mito degli eroi dell’Iliade, figlie nate da quell’ideologia che legittima un potere in grado di governare il mondo.

Lucera, più volte distrutta, più volte rinata; più volte colpita nella sua gente, ora sterminata, ora dispersa: piegata, ma non spezzata; sconfitta nelle sue battaglie, ma mai vinta nella sua guerra, pronta a rialzarsi, pronta a ricostruire, pronta a ripopolarsi di nuova “gente”: colonizzata dalla gens Claudia, colonizzata dai veterani di Pompeo, colonizzata dai veterani di Augusto; e, ancora più avanti nel tempo, diventa colonia di Saraceni di Sicilia, città musulmana nel cuore dell’Italia ed, infine, città provenzale nel cuore della ritrovata cristianità. Ma le tracce di questo suo ultimo “mondo antico” sono ancora lì a parlarci degli uomini che l’hanno vissuto.

L’antica Luceria non esiste più: è una città invisibile, subliminale, non la vediamo ma ne percepiamo la sua presenza quotidianamente: nelle sue strade; qua e là, in un’epigrafe murata nei palazzi Ottocenteschi; nel cortile del Palazzo di Città, fiero e maestoso, ruggisce un leone funerario. Nel vessillo della Municipalità, sorretto dal medesimo leone, si legge S.P.Q.L. Il Senato ed il Popolo Lucerino. Ma anche nei momenti di svago, all’interno dei giardini pubblici, una statua di Augusto di “Prima Porta”, muto testimone dell’ antica fierezza di Lucera, sebbene mutilo delle dita della mano, ci sembra indicare la via verso il Foro. Continue reading