I documenti relativi al cantiere della fortezza Angioina

Chiunque voglia iniziare a studiare le vicissitudini della città di Lucera non può fare altro che partire dalla lunga serie di documenti coevi ai periodi che ha intenzione di vagliare. In questo caso ci riferiamo al periodo angioino e alla fortezza fatta erigere da Carlo I e ai documenti della Cancelleria (andati purtroppo distrutti nel settembre 1943 dai nazisti) trascritti dal tedesco Eduard Sthamer nel suo Dokumente zur Geschichte der Kastellbauten Kaiser Friedrichs II. und Karls I. von Anjou.

La prima pagina dei documenti relativi alla fortezza di Lucera

La prima pagina dei documenti relativi alla fortezza di Lucera

Parliamo di circa 400 testimonianze che vanno dall’andamento dei cantieri alle spese per l’acquisto dei materiali nonchè l’inventario delle strutture presenti all’interno della cinta muraria. I documenti sono purtroppo in lingua mediolatina e saranno di difficile comprensione per i non addetti ai lavori., ma non preoccupatevi: il buon Arthur Haseloff in Architettura sveva nell’Italia meridionale (acquistabile QUI) nella sezione dedicata alla città di Lucera ha ampiamente trattato di questi documenti formulando tesi e ipotesi.

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L’entrata di Manfredi di Sicilia a Lucera nel novembre 1254

Vi proponiamo un passo molto interessante della cronaca Historia de rebus gestis Friderici II (ed. a cura di Francesco De Rosa, Cassino, 2007), coeva agli avvenimenti, in cui il Principe Manfredi di Sicilia, figlio di Federico II Imperatore, il 2 Novembre 1254 durante le dispute con il Pontefice Innocenzo IV decise di recarsi a Lucera, allora abitata dai saraceni, per rinforzare il proprio esercito e chiamare a raccolta i baroni ancora a lui fedeli. Nei passi della cronaca ci sono notizie sul palatium federiciano e su una porta della città che molti fanno risalire a porta Foggia. Buona lettura.

Incoronazione di Manfredi in un codice del XIV secolo

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Pi greca o Pi romana?

Oggi vi parleremo di un piccolo, piccolissimo particolare incassato nelle mura di cinta della fortezza svevo angioina. La zona, ormai nota per essere stata la zona dell’arx romana, ha restituito nel tempo montagne di reperti tardoantichi e romani, per l’appunto. Uno di questi, non si sa in quale epoca inserito nell’alzato, è presente nel lato meridionale della struttura. Una “P” che stilisticamente ricorda molto la raffigurazione romana. Una p romana? Una p greca? Potrebbe essere, non possiamo dirlo in questa fase. Ci limitiamo a segnalare il manufatto in quanto parrebbe avere le stesse dimensioni (altezza, larghezza e spessore del solco) e la stessa composizione della pietra su cui è scolpita di un altro manufatto, piuttosto famoso, superstite dei fasti antichi.

Stiamo parlando della scritta “ESTAT” in via Dauria, descritta in molti studi , ricordiamo ad esempio la tesi del dott. De Luca, che probabilmente era sul frontone di qualche palazzo molto importante, viste le dimensioni della trave e delle lettere.


Ancora una volta non possiamo che appellarci agli esperti del settore (paleografi o storici dell’antichità) per avere ulteriori conferme in merito a questa piccola chicca che vogliamo proporvi. Sopratutto perchè se la P si dimostrasse la stessa della trave di Via Dauria prenderebbe forma l’ipotesi della scritta “POTESTATE” e soprattutto parrebbe interessante capire a quale palazzo facesse riferimento, se era incassata in un palazzo nella zona della fortezza oppure in una struttura nel centro della città.

Alessandro De Troia

Quando la fortezza di Lucera fu messa in vendita

Vi segnaliamo questo documento apparso su un articolo dell’Archivio Storico Pugliese del 1982. Quando si decise di mettere in vendita la fortezza svevo-angioina e il prezzo fu deciso in base alle pietre che lo componevano. Correva l’anno 1755.

Eccellenza

Con real carta de’ 2 agosto in risulta di mia riverente relazione che le umiliai toccante dell’antico castello di questa città di Lucera, tra l’altro che si servì V.E. comandarmi vi fu di dover io far le pratiche, e diligenze per rinvenire chi avesse potuto applicare a far la compra del medesimo, e nel tempo stesso far un prudenziale scandaglio del per quanto potrebbesi liberarne la vendita, e riferirvelo.

In esecuzione dunque di un tal incarico debbo a V.E. far presente che, dovendosi indispensabilmente riconoscer prima il fabrico di tal castello, ho stimato molto approposito di avvalermi della perizia dell’ingegnere militare D. Filippo Alcubierre qui destinato, ed infatti avendo lo stesso proceduto a tal perizia, si è riconosciuto che il fabrico che compone il recinto del castello sia di malissima qualità per essere molto antico, giacchè si vede fatto ad argamasco, o sia di fabrica a getto, con rivestimento semplice di mattoni mischiato con savorre, il di cui solido demolendosi, produrrebbe più tosto della terra e polvere, che materiale buono a potersene far uso, rinvenendosi però negli angoli delle ventiquattro picciole torri, che regnano nel recinto, alcune pietre di cantiere servibili, e che prudenzialmente possono ascendere a circa duecentoottantasei canne. Continue reading

Ancora cantieri aperti alla fortezza

I cantieri dell’indagine archeologica preliminare al progetto “Terra e Torri del Puer Apuliae” sono ancora in loco. L’abbiamo verificato questa mattina durante una passeggiata presso la fortezza di Lucera. Le indiscrezioni secondo cui il dott. Muntoni della soprintendenza aveva dichiarato che gli archeologi si sarebbero dovuti fermare durante gli ultimi giorni di Giugno sembrano quindi infondate, anche se a oggi sono passati solo pochi giorni dalla data indicata dal funzionario.

Resta il fatto che la fortezza ha regalato ulteriori reperti alla città e che i cittadini continuano a vigilare sull’uso che ne verrà fatto in futuro.

Alessandro De Troia