Dalla Luceria Saracenorum alla Civitas Sanctae Mariae: il ruolo dei domenicani

Un incontro all’insegna della storia quello tenutosi ieri sera, 8 giugno, presso la sala del Circolo Unione. Organizzatore dell’evento è stato il Club Unesco Federico II, presieduto dal dott. Sergio De Peppo, che ha introdotto la serata presentando il relatore, l’archivista dell’Archivio della Basilica Pontificia di San Nicola di Bari, padre Gerardo Ciòffari. A conclusione della serata è intervenuto il Vescovo di Lucera-Troia, mons. Domenico Cornacchia.

Oggetto del convegno la presenza domenicana a Lucera durante il periodo svevo e soprattutto dopo la depopulatio della colonia musulmana.
Il blog si è già occupato di questo argomento, grazie allo scritto di Anna Castellaneta, di cui consigliamo la lettura.
Padre Ciòffari, con un fare leggero ma allo stesso tempo efficace, ha intrattenuto i presenti per una buona ora e mezza partendo dalle origini dell’Ordine dei Frati Predicatori, riconosciuto nel 1216, senza approvazione formale, da Papa Onorio III, passando dal momento della sua diffusione fino a parlare dei suoi più grandi esponenti del periodo, tra cui Alberto Magno e Tommaso d’Aquino.

Agostino Kazotic

Nel 1233, il Papa chiese formalmente a Federico II di far entrare i Frati Predicatori a Lucera per evangelizzare i Saraceni. Nel 1245, a seguito della scomunica lanciata da Innocenzo IV da Lione, i frati furono scacciati dalla città per aver reso pubblica la sentenza papale.
L’Ordine, comunque, riuscì a diffondersi in maniera capillare in tutta la Puglia durante il XIII e il XIV secolo. Ma guardiamo con attenzione agli avvenimenti di Lucera. Carlo II, divenuto re, appoggia i Domenicani e nel 1290 approva un’ulteriore entrata in città di altri frati, i quali riferiranno che la Lucera musulmana non era altro che un covo di eretici provenienti da ogni landa. Siamo nel 1300, l’anno del primo Giubileo istituito da Papa Bonifacio VIII. Carlo II dà ordine a Pipino di Barletta di entrare a Lucera e di porre fine all’esistenza della colonia musulmana. Così, dal 15 al 25 Agosto del 1300, la città viene spopolata e i suoi abitanti venduti come schiavi nei maggiori mercati del Regno. Fortunatamente non ci fu un eccidio di massa, come molti storici hanno pensato durante i secoli, bensì fu anche data la possibilità, a chi avesse voluto, di convertirsi al cristianesimo e di vivere da uomo libero. Continue reading