L’anfiteatro di Lucera, fonti e articoli

Oggi vi proponiamo due articoli fondamentali su uno dei monumenti simbolo della Luceria Romana: l’anfiteatro. Fatto erigere tra il 27 e il 14 d. C. da Vecilio Campo fu riportato alla luce nella metà del Novecento da una campagna di scavi che tutt’oggi desta ancora dubbi e perplessità, in particolare per quanto riguarda il terreno accumulatosi intorno all’arena nata probabilmente da una depressione naturale.

Anfiteatro

Portale Anfiteatro di Lucera

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Il Circo della Luceria latina: prime ipotesi

La storia della Luceria romana è arcinota alla storiografia nonchè all’archeologia. Per tutte le problematiche relative alle fonti e ai reperti consigliamo la lettura di Lucera. Topografia Storica Archeologia Arte con saggi di Elena Antonacci Sanpaolo, Marcella Chelotti, Cosimo D’Angela, Enzo Lippolis, Mimma Pasculli Ferrara, Luigi Todisco, Nunzio Tomaiuoli e la tesi di dottorato Lucera in età romana. L’organizzazione dello spazio urbano della dott.ssa Lisa Pietropaolo.
Quello di cui ci occuperemo in questo breve articolo riguarda un aspetto specifico dell’apparato monumentale della Luceria durante il periodo romano, a cui abbiamo accennato poco tempo fa grazie ad un contributo di Francesco Elio Cetola, ovvero alla possibilità di individuazione di un circo all’interno del perimetro della città romana.
Il circo, nell’antica Roma, altro non era che il luogo deputato alle corse dei cavalli e che aveva una forma circolare (circus in latino) costituito da due rettilinei paralleli, separati da una balaustra, raccordati da due curve.

Pianta del d'Amelj, 1861

Il problema dell’individuazione di un possibile apparato monumentale che si possa riferire ad un circo, è stato analizzato da diversi storici di locali memorie e in particolare dal D’Amelj nella sua Storia della città di Lucera del 1861 e dal Colasanto nella Storia dell’antica Lucera uscito nel 1894. Entrambi avanzavano ipotesi sul luogo in cui poteva essere sorto il circo. Il primo era convinto che ci fossero ben due circhi, uno sul Piano dei Puledri ed un altro nella zona dell’anfiteatro. Il can. Colasanto, invece, correggendolo sosteneva che i ruderi visibili ancora al suo tempo fuori porta Croce fossero di edifici residenziali, ed era sicuro dell’esistenza di un solo circo nei pressi appunto dell’anfiteatro, di cui scrive che erano state messe in luce la spina centrale, attorno alla quale giravano le bighe o le quadrighe, ed erano stati rinvenuti monete ed idoli. Secondo lui, l’antica denominazione popolare di “abbasce i port vecchje” si riferiva non tanto alla porta o alle porte che si aprivano nel tratto di mura romane a ridosso dell’anfiteatro, ma addirittura alle arcate del circo. Aggiungeva inoltre che:

Non molto discosto dal Circo al nord vi era il teatro, dove si è rinvenuta una monca lapide, in cui si legge questa iscrizione: … THEATRUM LOC… Non lungi dal teatro al nord si osserva l’ambito dell’anfiteatro, ove sono gli avanzi di un duplice muro che circondava l’arena, e di due porte d’ingresso l’una di fronte all’altra.

Ciò significa che a nord del circo c’erano anfiteatro e teatro e, di conseguenza, a sud dell’anfiteatro c’erano teatro e circo.
Purtroppo chi scrive, oltre alla pianta del D’Amelj, non è riuscito a reperire disegni, incisioni o immagini che possano testimoniare ciò che i due studiosi avevano la fortuna di ammirare in quel periodo. Possiamo però farci un’idea osservando le fotografie aeree scattate a metà del 1900. Continue reading

Alcuni spunti sul patrimonio storico-architettonico di Lucera

Disegno immaginario della Luceria del IV secolo d.C.

Alcuni spunti sul patrimonio storico di Lucera, relativo alle antichità architettoniche del periodo del dominio di Roma, presenti sul suolo della città, emersi o sepolti,in attesa di essre svelati. Di un grande edificio di quel periodo, l’Anfiteatro augusteo, si sa molto ma molti interrogativi inerenti attendono ancora risposte, mentre un velo d’oblio ricopre altri due grandi importanti edifici monumentali di Lucera: il Grande Teatro ed il coevo grande Circo, entrambi posti, secondo la consuetudine edificatoria dei romani, verso i luoghi periferici all’agglomerato urbano residenziale della cttà, e che sono sepolti nei loro residui o spiccati di fondazione sotto la coltre di terra accumulatasi nei secoli passati. Due strutture edilizie per pubblici spettacoli divenuti cave di materiale lapideo nelle epoche successive al collasso dell’autorità centrale dell’Impero Romano a partire dal V° sec.d.C. Ne sono andate perdute le sovrastrutture dei due monumentali complessi ma si può ancora indagare sugli spiccati di fondazione di essi e restituirli, dopo l’indagine adeguata, all’attenzione della città e della cultura, almeno nella forma di planimetria topografica esplicativa. La Lucera augustea prima e costantiniana poi,si può riassumere nel resoconto dello storico latino Svetonio quando riporta le frasi dettate da Augusto negli ultimi momenti della sua esistenza:

ho trovato  una Roma di mattoni e la lascio di marmo.

Una veduta immaginaria del Circo della Luceria Romana

E con Roma lui intendeva evidentemente riferirsi all’intero Impero di Roma, di cui Lucera era valida rappresentante.

Francesco Elio Cetola