Il Circo della Luceria latina: prime ipotesi

La storia della Luceria romana è arcinota alla storiografia nonchè all’archeologia. Per tutte le problematiche relative alle fonti e ai reperti consigliamo la lettura di Lucera. Topografia Storica Archeologia Arte con saggi di Elena Antonacci Sanpaolo, Marcella Chelotti, Cosimo D’Angela, Enzo Lippolis, Mimma Pasculli Ferrara, Luigi Todisco, Nunzio Tomaiuoli e la tesi di dottorato Lucera in età romana. L’organizzazione dello spazio urbano della dott.ssa Lisa Pietropaolo.
Quello di cui ci occuperemo in questo breve articolo riguarda un aspetto specifico dell’apparato monumentale della Luceria durante il periodo romano, a cui abbiamo accennato poco tempo fa grazie ad un contributo di Francesco Elio Cetola, ovvero alla possibilità di individuazione di un circo all’interno del perimetro della città romana.
Il circo, nell’antica Roma, altro non era che il luogo deputato alle corse dei cavalli e che aveva una forma circolare (circus in latino) costituito da due rettilinei paralleli, separati da una balaustra, raccordati da due curve.

Pianta del d'Amelj, 1861

Il problema dell’individuazione di un possibile apparato monumentale che si possa riferire ad un circo, è stato analizzato da diversi storici di locali memorie e in particolare dal D’Amelj nella sua Storia della città di Lucera del 1861 e dal Colasanto nella Storia dell’antica Lucera uscito nel 1894. Entrambi avanzavano ipotesi sul luogo in cui poteva essere sorto il circo. Il primo era convinto che ci fossero ben due circhi, uno sul Piano dei Puledri ed un altro nella zona dell’anfiteatro. Il can. Colasanto, invece, correggendolo sosteneva che i ruderi visibili ancora al suo tempo fuori porta Croce fossero di edifici residenziali, ed era sicuro dell’esistenza di un solo circo nei pressi appunto dell’anfiteatro, di cui scrive che erano state messe in luce la spina centrale, attorno alla quale giravano le bighe o le quadrighe, ed erano stati rinvenuti monete ed idoli. Secondo lui, l’antica denominazione popolare di “abbasce i port vecchje” si riferiva non tanto alla porta o alle porte che si aprivano nel tratto di mura romane a ridosso dell’anfiteatro, ma addirittura alle arcate del circo. Aggiungeva inoltre che:

Non molto discosto dal Circo al nord vi era il teatro, dove si è rinvenuta una monca lapide, in cui si legge questa iscrizione: … THEATRUM LOC… Non lungi dal teatro al nord si osserva l’ambito dell’anfiteatro, ove sono gli avanzi di un duplice muro che circondava l’arena, e di due porte d’ingresso l’una di fronte all’altra.

Ciò significa che a nord del circo c’erano anfiteatro e teatro e, di conseguenza, a sud dell’anfiteatro c’erano teatro e circo.
Purtroppo chi scrive, oltre alla pianta del D’Amelj, non è riuscito a reperire disegni, incisioni o immagini che possano testimoniare ciò che i due studiosi avevano la fortuna di ammirare in quel periodo. Possiamo però farci un’idea osservando le fotografie aeree scattate a metà del 1900.

Da G. Alvisi, La viabilità della Daunia Romana

Era ancora visibile l’impianto murario della città antica e marcato quello della città medievale. La successiva foto aerea evidenzia come ci fossero diversi ruderi di strutture purtroppo andati perduti dopo la sciagurata corsa all’edilizia dei primi anni ’60.

Foto aerea scattata intorno al 1940

A questo punto conviene riferirsi al modello per eccellenza a cui tutte le città facevano riferimento durante la costruzione di impianti architettonici. Ovviamente stiamo parlando di Roma.
Il circo massimo, le cui prima installazioni in legno risalirebbero al VI sec. a.C., pare sia stato edificato in muratura dal IV sec. a.C. fino all’aggiunta delle tribune sotto Gaio Giulio Cesare. Fu intensamente utilizzato per gare di cavalli fino al 549 d.C. Oggi possiamo ammirarne i resti a sud del Colosseo, il più famoso anfiteatro romano.

Foto satellitare di Roma oggi

Monumenti come l’anfiteatro, il teatro e il circo sono ricorrenti in moltissime città di impronta romana (Milano, Aquileia, Antiochia, Treviri, Catania, Cyrene per citarne alcune).
Proviamo, partendo dalla foto aerea di Lucera, a vedere se potesse esserci una struttura monumentale riferibile al circo. Oltre alle informazioni del Colasanto è utile studiare l’articolo di Renato Bartoccini sul ritrovamento dell’Anfiteatro Augusteo in cui si leggono preziose informazioni sullo stato pre-scavo del monumento. Interessante è la foto della zona durante i primi scavi effettuati nel 1934 dove si nota ancora la depressione dell’arena ricoperta dalla terra.

Questo ci porta a pensare che si debba ricercare una zona che abbia una depressione di natura antropica e che possa assomigliare ad un circo romano per forma e dimensioni.

Presunta curva osservabile dalla foto degli anni '40

Osservando la foto aerea del ’40 si nota nelle vicinanze di Porta Foggia, sulla strada che porta alla città da cui prende il nome, una curva oggi non più visibile a causa della costruzione dei palazzi. A circa 350 metri, si nota una seconda curva e delle strutture non identificate.

Altra presunta curva del circo dalla foto aerea del '40

La lunghezza media di un circo romano era di circa 200 metri, ma di solito poteva superarla. Nel caso del Circo Massimo questa raggiungeva circa i 400 metri. L’area individuata arriva a misurare circa 350 metri.

Inoltre, si può individuare una strada, oggi non più presente, che conduceva dalla zona alle pertinenze dell’anfiteatro e del teatro.

Probabile strada dal presunto circo all'anfiteatro

Probabile strada dal presunto circo all'anfiteatro

Alcune testimonianze ottocentesche testimoniano che quella zona era utilizzata come “cava” per il prelievo di terra di non ben precisata natura. Che sia una cava di argilla oppure una cava di terra accumulata durante i millenni? Ovviamente solo un’indagine archeologica e geologica tramite l’ausilio di un georadar potrà confermare questa ipotesi.
Da un primo sopralluogo stando sulla strada che porta a Foggia, pare proprio di trovarsi di fronte ad una depressione non naturale, così come testimoniato dalle fotografie effettuate.

Probabile depressione di origine antropica

Inoltre proprio al centro della depressione spuntano due muri, che alcuni riferiscono ad un’antica casa rurale ma che, attraverso un’analisi delle murature potrebbe confermare o smentire la presenza di una struttura antica. Un’altra ipotesi potrebbe essere che quella struttura poggi su un alzato più antico poi riutilizzato come base.

Struttura emergente dalla terra

Circo massimo da Google Maps

Ricostruizione di un circo romano

 Anche dalle foto satellitari messe a disposizione da Google si nota la depressione.

Foto da Google Maps. E' evidente la depressione di origine antropica

Crediamo sia assolutamente necessario effettuare un’indagine nella zona alla luce delle ultime varianti che potrebbero cancellare ancora una volta i resti della storia di Lucera, non solo romana, ma di una zona fortemente interessata da reperti archeologici e strutture antichissime. Le leggende e non solo parlano di monete, statue, reperti in tutte le aree della presunta Luceria delineata da G. D’Amelj e, nonostante siano passati oltre 100 anni, la memoria delle sue considerazioni pare sia andata persa. L’esempio ci è dato dal PUG, di prossima approvazione, dove la città antica, senza nessuna fonte citata, è individuata per un perimetro arbitrario, lasciando probabilmente la possibilità di autorizzare nuove costruzioni nelle zone delineate. Lucera è al trentesimo posto nella classifica delle 100 città italiane con maggiore superficie e probabilmente detiene un patrimonio in terreni piuttosto cospicuo. Dopo aver ottenuto certezze archeologiche sull’esistenza del presunto circo, sarebbe il caso di effettuare un esproprio del terreno, che pare essere privato, pagando il giusto prezzo, magari offrendo una permuta con altro terreno fuori dalla zona archeologica. Inoltre è necessario chiamare a raccolta studiosi, archeologi, storici, università per lo studio di quello che rimane della Lucera Romana avvalendosi magari dei fondi europei ancora inutilizzati dal meridione italiano. Il tutto con la riserva di tutelare il patrimonio, di promuovere la conoscenza della città, di trattenere i reperti ritrovati e di sviluppare un nuovo modello economico per la città, un modello che tuteli prima i cittadini e poi il patrimonio che sono tenuti a custodire.

In Rosso la città antica individuata nell'Atlante dei beni archeologici ed architettonici del documento di Integrazione al Documento Programmatico Preliminare, in giallo l'area che con alta probabilità faceva parte della Luceria latina così come riportato da tutti gli studiosi

Francesco Elio Cetola
Alessandro De Troia

 Si ringraziano Patrizia Di Battista, Michele Giardino, Marco Biscotti

4 thoughts on “Il Circo della Luceria latina: prime ipotesi

  1. ….anche se consapevoli di predicare ai pesci,cionondimeno invitiamo i settori culturali,amministrativi,commerciali,promozionali di Lucera a non “lasciar perdere” il richiamo all’attenzione di recuperare le proprie memorie storiche e monumentali d’epoca augustea esistenti ancorchè sepolte,ma non nella memoria, che ha il dovere di sollecitare al risveglio del colpevole sonno in cui Lucera “città d’arte” è immersa.

  2. Ricordo di aver intervistato la dott.ssa Pietropaolo per la Tv poco dopo che aveva stilato la sua tesi. La trovai molto credibile: mi mostrò il sotterraneo di un palazzo del centro storico con conformazione semicircolare.
    Occorre stimolare ricerche archeologiche.

    • Caro Loris, credo che tu ti riferisca a quell’emiciclo visibile dall’alto nell’intersezione tra via Alberico Marrone e via Solitano (http://goo.gl/maps/B7ly), oggetto di uno studio approfondito da parte dell’arch. Rosanna Di Battista intitolato “Ipotesi di localizzazione del teatro romano di Lucera attraverso la stratificazione urbana” (in “Lucera antica. L’età preromana e romana.” a cura del CRSEC FG/30, Lucera, 2001).

  3. ….chi di competenza dovrebbe sollecitare l’impiego di GEORADAR sull’area di via Foggia,indicata dal sottoscritto quale sito “custode” delle vestigia sepolte dei resti del CIRCO augusteo di Luceria…!!

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