L’entrata di Manfredi di Sicilia a Lucera nel novembre 1254

Vi proponiamo un passo molto interessante della cronaca Historia de rebus gestis Friderici II (ed. a cura di Francesco De Rosa, Cassino, 2007), coeva agli avvenimenti, in cui il Principe Manfredi di Sicilia, figlio di Federico II Imperatore, il 2 Novembre 1254 durante le dispute con il Pontefice Innocenzo IV decise di recarsi a Lucera, allora abitata dai saraceni, per rinforzare il proprio esercito e chiamare a raccolta i baroni ancora a lui fedeli. Nei passi della cronaca ci sono notizie sul palatium federiciano e su una porta della città che molti fanno risalire a porta Foggia. Buona lettura.

Incoronazione di Manfredi in un codice del XIV secolo

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Pi greca o Pi romana?

Oggi vi parleremo di un piccolo, piccolissimo particolare incassato nelle mura di cinta della fortezza svevo angioina. La zona, ormai nota per essere stata la zona dell’arx romana, ha restituito nel tempo montagne di reperti tardoantichi e romani, per l’appunto. Uno di questi, non si sa in quale epoca inserito nell’alzato, è presente nel lato meridionale della struttura. Una “P” che stilisticamente ricorda molto la raffigurazione romana. Una p romana? Una p greca? Potrebbe essere, non possiamo dirlo in questa fase. Ci limitiamo a segnalare il manufatto in quanto parrebbe avere le stesse dimensioni (altezza, larghezza e spessore del solco) e la stessa composizione della pietra su cui è scolpita di un altro manufatto, piuttosto famoso, superstite dei fasti antichi.

Stiamo parlando della scritta “ESTAT” in via Dauria, descritta in molti studi , ricordiamo ad esempio la tesi del dott. De Luca, che probabilmente era sul frontone di qualche palazzo molto importante, viste le dimensioni della trave e delle lettere.


Ancora una volta non possiamo che appellarci agli esperti del settore (paleografi o storici dell’antichità) per avere ulteriori conferme in merito a questa piccola chicca che vogliamo proporvi. Sopratutto perchè se la P si dimostrasse la stessa della trave di Via Dauria prenderebbe forma l’ipotesi della scritta “POTESTATE” e soprattutto parrebbe interessante capire a quale palazzo facesse riferimento, se era incassata in un palazzo nella zona della fortezza oppure in una struttura nel centro della città.

Alessandro De Troia

Di nuovo il palazzo di Lucera

Un terremoto, una torre o un palazzo diruti, la paura del crollo, la miopia sulla bellezza. Ecco cosa ci saremmo trovati di fronte alla fine del ‘700 a Lucera tra le mura della fortezza angioina durante le operazioni di distruzione del palazzo fatto erigere da Federico II intorno agli anni trenta del 1200. Sussurri, un boato, polvere, e poi il nulla. Solo macerie da cui attingere per l’utilizzo in edilizia, solo pietre di breccia corallina, così belle e colorate, da sfoggiare sulle mura dei propri palazzi nobiliari.
E la storia, come sempre, si ripete: ancora sussurri, ancora boati, ancora polvere, e ancora il nulla.

E pensare che sarebbe bastato utilizzare qualche fondo straordinario o richiedere qualche migliaia di euro all’Unione Europea e non avremmo visto un altro palazzo come quello di Lucera sbriciolarsi al suolo.

Alessandro De Troia

La vita è meravigliosa, in ricordo di Luca

Vi riportiamo uno stralcio della pubblicazione in occasione della IV edizione del concorso  grafico-letterario “Luca Caggioli”, organizzato nel 2011 dal Gruppo Comunale AIDO, Associazione Italiana per la Donazione di Organi, di Lucera, intitolato alla piccola Deborah Di Gioia, prima donatrice lucerina, in collaborazione con l’Istituto Superiore “A. Rosmini” di Lucera.

Luca Gaggioli, nato a Roma il 19 Ottobre 2000. Il papà Duccio, trentatreenne Tenente dei Paracadutisti della “Folgore ha avuto, nonostante la giovane età, il comando di una compagnia presso la Scuola Militare di Cesano di Roma.
In tale luogo, in occasione della cerimonia di giuramento dei giovani Allievi Ufficiali, svoltasi nel Luglio del 1996, conobbe Maria Domenica Tedeschi e se ne innamorò.
La mamma, Maria Domenica, nata a Lucera(FG), aveva 29 anni. Dopo aver conseguito la maturità Psico-Socio-Pedagogica all’Istituto “A. Rosmini” di Lucera e dopo aver conosciuto Duccio, decise di fare il lavoro più bello e nobile che possa esistere per una donna: la mamma.
Il 29 Aprile del 2006, un terribile incidente ha fermato il battito del suo cuoricino e quello dei giovani genitori.
Prima di salire al Cielo tra gli Angeli (1 maggio 2006), ha voluto lasciare qualcosa di sè sulla terra. Così, rispettosi dell’altruismo dei suoi genitori – entrambi iscritti all’AIDO – i nonni acconsentirono al prelievo degli Organi per farne beneficiare altri 4 bambini ed 1 ragazzo che erano in lista di attesa.
E’ rimasta la sorellina, Giulia.

Di seguito la poesia scritta dal nonno di Luca, Pasquale Tedeschi, presente nel volume:

Donatori
persone che ignare del momento del loro trapasso
hanno profuso lo sforzo di resistere ancora
quel piccolo spazio di tempo, necessario
a dare la speranza a chi più non sperava.
Ora che sono Angeli,
felici per l’opera compiuta,
continuano a vegliare su chi porta in giro:
i loro sguardi,
i loro sorrisi,
i loro battiti,
i loro respiri.
Le persone a loro care si sentono rasserenate
nel sapere che dai loro doni
qualcuno in giro possa ancora dire:
“La vita è meravigliosa”

Pasquale Tedeschi