Santajusta di Alfredo Pitta

Quello che vi proponiamo oggi è uno dei romanzi storici più ricercati tra i lucerini nonchè lo scritto che ha ripreso la leggenda intorno alla famosa quercia (ormai andata distrutta) di Santajusta. Secondo le voci popolari l’imperatore Federico II di Svevia era solito riposarsi sotto le sue fronde. Sicuramente questo romanzo non può mancare nella libreria di un lucerino che si rispetti.

Santajusta di Alfredo Pitta

santajusta

La storia è ambientata nel periodo direttamente successivo alla famosa Battaglia di Benevento del 1266 dove Manfredi, figlio dell’Imperatore Federico II, perse la vita contro il Re di Sicilia Carlo I d’Angiò, durante l’assedio che portò poi alla sottomissione della colonia saracena.

Protagonista è Federigo da Montecorvino (Drigo per la sua combriccola), una sorta di Robin Hood nostrano spodestato di ogni suo avere e costretto a vivere nei boschi intorno alla città.  Le vicende narrate girano intorno alla storia d’amore che nasce tra Drigo e Yseult de Toul, una giovane donzella data in sposa ad un francese fino alla risoluzione dell’assedio che vedrà lo stesso Carlo decidere le sorti della colonia.

Leopardi, saraceni, fanti e cavalieri vi accompagneranno in questo meraviglioso viaggio indietro nel tempo in quella che fu la Civitas sarracenorum Lucerie. Buona lettura.

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I documenti relativi al cantiere della fortezza Angioina

Chiunque voglia iniziare a studiare le vicissitudini della città di Lucera non può fare altro che partire dalla lunga serie di documenti coevi ai periodi che ha intenzione di vagliare. In questo caso ci riferiamo al periodo angioino e alla fortezza fatta erigere da Carlo I e ai documenti della Cancelleria (andati purtroppo distrutti nel settembre 1943 dai nazisti) trascritti dal tedesco Eduard Sthamer nel suo Dokumente zur Geschichte der Kastellbauten Kaiser Friedrichs II. und Karls I. von Anjou.

La prima pagina dei documenti relativi alla fortezza di Lucera

La prima pagina dei documenti relativi alla fortezza di Lucera

Parliamo di circa 400 testimonianze che vanno dall’andamento dei cantieri alle spese per l’acquisto dei materiali nonchè l’inventario delle strutture presenti all’interno della cinta muraria. I documenti sono purtroppo in lingua mediolatina e saranno di difficile comprensione per i non addetti ai lavori., ma non preoccupatevi: il buon Arthur Haseloff in Architettura sveva nell’Italia meridionale (acquistabile QUI) nella sezione dedicata alla città di Lucera ha ampiamente trattato di questi documenti formulando tesi e ipotesi.

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Il saggio vincitore del concorso “Augustale d’oro” 2012

Pubblichiamo il saggio vincitore del concorso “Augustale d’oro” 2012, indetto dal Centro Attività Culturali “don Tommaso Leccisotti”, con il Patrocinio del Comune di Torremaggiore e della Regione Puglia. Tra i giudici anche il prof. Pasquale Corsi, professore ordinario presso l’Università di Foggia.

Augustale dell’Imperatore Federico II

Il saggio dal titolo “Presenze Cristiane e musulmane nella Lucera del XIII secolo. Nuove ipotesi e spunti di ricerca“ è stato redatto da Alessandro De Troia, Michele Giardino, Alessandro Strinati e Walter di Pierro.

Il saggio ripercorre gli studi sulla città di Lucera mettendo in luce alcuni aspetti poco chiari della Luceria Saracenorum del XIII secolo. Dalla Chiesa di San Francesco fino alla cattedrale.

Buona lettura.

Nel caso non si visualizzasse è possibile scaricare lo scritto QUI

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L’anfiteatro di Lucera, fonti e articoli

Oggi vi proponiamo due articoli fondamentali su uno dei monumenti simbolo della Luceria Romana: l’anfiteatro. Fatto erigere tra il 27 e il 14 d. C. da Vecilio Campo fu riportato alla luce nella metà del Novecento da una campagna di scavi che tutt’oggi desta ancora dubbi e perplessità, in particolare per quanto riguarda il terreno accumulatosi intorno all’arena nata probabilmente da una depressione naturale.

Anfiteatro

Portale Anfiteatro di Lucera

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Il codice diplomatico dei saraceni di Lucera

Una delle fonti principali per chi si accingesse allo studio della colonia musulmana di Lucera è sicuramente la raccolta dei diplomi effettuata da Pietro Egidi (lo stesso autore de “La colonia saracena di Lucera e la sua distruzione” n.d.a.) nel 1917. La pubblicazione, che non pretende di contenere tutti i documenti di Lucera nel XIII secolo, è stata spesso fonte principale per lo studio della vita e degli usi dei saraceni (1). Tra le carte riportate mancano, purtroppo, quelle del primo periodo, ovvero quelle relative al periodo svevo e primo angioino. Continue reading