Ancora sulla zecca medievale di Lucera

Ritorniamo ancora una volta sulla questione della zecca medievale di Lucera. L’argomento è stato il primo trattato da questo blog e l’approfondimento in merito sta continuando in maniera spedita e quasi “maniacale” ed ha generato una lunga serie di polemiche al riguardo e, come sempre, c’è stata la divisione tra pro e contro. Fino ad ora però, salvo nuove scoperte archeologiche, non si può che ipotizzarne l’esistenza e i contro ovviamente in questo senso sembrano avvantaggiati. Ancora a supporto dell’inesistenza di una zecca nella Luceria Sarracenorum portiamo all’attenzione una moneta d’oro Angioina, coniata nel Regno di Sicilia durante Carlo I e custodita a Parigi, raffigurante il regnante sul trono nelle stesse raffigurazioni dei sigilli degli Hohenstaufen.

Sarà stata una moneta come questa a trarre in inganno il d’Amelij facendogli formulare l’insolita ipotesi di una zecca a Lucera, scambiando la matrice di un sigillo per un conio monetale? Restiamo comunque in attesa di ulteriori riscontri.

Alessandro De Troia

One thought on “Ancora sulla zecca medievale di Lucera

  1. Personalmente ritengo poco probabile che il d’Amelj si intendesse di numismatica. L’aver scambiato una matrice sigillare per un conio monetale, a mio parere, potrebbe spiegarsi con un banale errore interpretativo commesso già dal suo primo possessore, perpetuato anche da quei pochi studiosi che ebbero la fortuna di ammirarlo de visu, e che il d’Amelj riportò nel suo libro, senza approfondire più di tanto. E’ probabile che a trarre tutti in inganno siano state le dimensioni dell’oggetto, qualcosa di molto simile ad un “sigillum parvum”.

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